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teatro
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locandina dello spettacolo


ZIO VANJA

2001

di Anton Cechov

Regia Riccardo Cavallo
Costumi sartoria Minori, scelti da Claudia Balboni
Luci Roberto de Rubis

Produzione Teatro IT - L’Ippogrifo
Prima rappresentazione Roma, Teatro dell’Orologio, 12 maggio 2001
CAST
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Claudia Balboni .... Elena
Michele D'Anca .... Astrov
Nicola D'Eramo .... Serebrjakov
Martino Duane .... Vanja
Cristina Noci .... Marina
Massimo Tomaino .... Telegin
Daniela Tosco .... Sonja
DALLA STAMPA
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Solo trenta spettatori per scoprire Zio Vanja

   C’è modo di entrare dentro lo "Zio Vanja" di Cechov, di appostarsi tra gli attori-personaggi, di occupare lo spazio dinamico delle parole, e di avvertire l’alito della malinconia e l’aria stagna dell’impotenza, se ci si avventura (fatelo, ne vale la pena) nella sala Gassman del Teatro dell’Orologio, per una delle repliche del naturale vissuto tratto dal capolavoro russo, [...] Sarete immersi, in numero non superiore a 30 spettatori per seduta, in un vano che è un’ampia camera di specchi, con dotazione di sedie in ordine sparso per il pubblico e per gli interpreti. In mezzo a voi prenderà corpo il rito di una casa di campagna con i fallimenti, le inezie e gli altruismi pavidi dei confinati a vita in provincia a contatto con la traumatica presenza della vagheggiata Elena e del molesto e maturo coniuge intellettuale, portatori di aperture e di spicci carismi cittadini. Sarete in intimità rivelatrice con le noie e con i furori inutili di: Claudia Balboni, Michele D’Anca, Nicola D’Eramo, Martino Duane, Isabella Martelli, Daniela Tosco e Massimo Tomaino. E Cechov vi sfiorerà la testa e i piedi.

(Rodolfo Di Giammarco. La Repubblica. 2002)

   "...Riccardo Cavallo è riuscito a vincere l’ipoteca fatale del tempo conservandone intatte tutte le pause, tutta la musica dell’esistenza: insomma finalmente un Cechov. I suoi attori lo hanno seguito con ammirevole dedizione: dall’attenzione ora malinconica ora frenetica con cui Martino Duane sa rendere "l’interpretazione dell’anima" (per usare una frase di Stanislavskij)di Zio Vanja alla giusta alternanza di slanci e cadute che caratterizza il personaggio di Astrov nella raffigurazione persuasiva di Michele D’Anca..."

(Lucio Chiavarelli. Primafila. luglio 2001)





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